Addirittura si offendono

domenica 10 giugno 2018

I primi di febbraio, a Bologna, un mattino che pioveva ma non fortissimo, un mattino presto, alle sei del mattino, dovevo andare in stazione che avevo un treno per Pavia, dovevo andare al collegio Borromeo di Pavia a parlare di traduzione a degli studenti e, intanto che andavo in stazione in bicicletta, quel mattino alle sei, io ormai sono una decina d’anni che traduco dei romanzi dal russo, perché ho studiato russo, quand’ero giovane, e quel mattino alle sei, a Bologna, ho pensato che io, che prima di mettermi a studiare russo ho lavorato per un anno e mezzo in Algeria, sulle montagne del piccolo Atlante, e per un anno e un po’ a Baghdad, in mezzo alla guerra Iran – Iraq, mi è venuto da pensare che, per me, studiare russo è stata un’avventura più grande delle montagne del piccolo Atlante e della guerra Iran – iraq, è stata una cosa che ha cambiato il mio modo di camminare, di pensare, di muovermi, di dormire, di leggere, di parlare, di mangiare, di immaginare, di stare fermo, di ridere, di piangere, di sospirare, di disperarmi, di chiedere scusa, di arrabbiarmi, di concentrarmi e di portare pazienza e è una cosa che, se non l’avessi fatta, nella mia vita, chissà dove sarei andato a finire. E ho pensato che gliel’avrei detto, quel giorno lì, agli studenti che avrei incontrato a Pavia. Dopo poi gliel’ho detto, e dopo che gliel’ho detto mi è venuto da pensare a un libro di una scrittrice americana che si chiama Elif Batuman che ha scritto un libro che è stato pubblicato in Italia da Einaudi nel 2012, I posseduti (Storie di grandi romanzieri russi e dei loro lettori), e che è stato tradotto da Eva Kampmann. Secondo Elif Batuman La montagna magica (o Montagna incantata), di Thomas Mann, nonostante sia un libro molto complesso, pone una domanda semplicissima: «come fa una persona che di fatto non è affetta da tubercolosi a trascorrere sette anni in sanatorio? Da parte mia – scrive la Batuman, – mi pongo spesso una domanda simile: come fa una persona che in realtà non aspira a una carriera universitaria a passare sette anni in un sobborgo californiano a studiare la forma del romanzo russo?». I posseduti racconta questi sette anni ed è, in un certo senso, il racconto di un’inspiegabile ostinazione.
«Alcuni russi si mostrano scettici, – scrive la Batuman, – o addirittura si offendono quando uno straniero afferma di interessarsi di letteratura russa. Ricordo ancora l’agente addetto al controllo passaporti che timbrò il mio primo visto per motivi di studio. Mi suggerì che magari c’era qualche scrittore americano – Jack London, per esempio, – che avrei potuto studiare in America: – La lingua sarebbe più facile e lei non avrebbe bisogno di un visto”. E dopo mi è sembrato chesSarebbe bello fare un libro composto da racconti semplicissimi che raccontano le cose che sono successe agli stranieri posseduti dalla letteratura e dalla cultura russi, e i giri, e le avventure, e le guerre che hanno visto, e vissuto, e percorso in virtù di questa possessione. Ci si chiederà forse cosa c’entrano queste storie con Sardinia Post Magazine. Mi sembra che c’entrino per via del fatto che io, fatte le debite proporzioni, son sicuro di sbagliarmi, ma ho l’impressione che la regione italiana più russa sia la Sardegna, e credo che sarebbe bello fare un libro composto da racconti semplicissimi che raccontino le cose che sono successe ai non isolani posseduti dalla letteratura e dalla cultura, e dalla gastronomia, e dalla geografia sarda, e i giri, e le avventure, e le guerre, che hanno visto, e vissuto, e percorso in virtù di questa possessione, a cominciare, non so, da Gigi Riva, per esempio, o da Fabrizio De Andrè, ma non necessariamente gente famosa, no, un libro che, in parte, riprenda Vita di uomini non illustri, di Giuseppe Pontiggia, però vero, senza invenzioni. Sarebbero, il primo, un libro che forse direbbe, quasi senza volerlo, delle cose interessanti sulla Russia, il secondo, un libro che forse direbbe, quasi senza volerlo, delle cose interessanti sulla Sardegna.

[Questa cosa è uscita quattro mesi fa su Sardinia Post Magazine e mi sembra di non averla mai messa, qua, ma magari mi sbaglio]